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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

Le sanzioni disciplinari di stato per il personale militare

Le sanzioni disciplinari di stato per il personale militare

Ricevere una contestazione degli addebiti per la possibile irrogazione di una sanzione disciplinare di stato e dover approntare la propria difesa rappresenta un momento critico per il personale militare, che si tratti di Esercito, Carabinieri, Marina Militare, Aeronautica Militare o Guardia di Finanza. Queste sanzioni, che includono misure come la sospensione disciplinare e la perdita del grado per rimozione, possono avere conseguenze devastanti sulla carriera del militare e non devono essere affrontate con leggerezza, risultando necessario e fondamentale farsi assistere da persone che hanno trattato in prima persona questi argomenti, dapprima come militari e poi come avvocati. Rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto militare è essenziale per difendersi efficacemente e, nel caso di comminazione di una sanzione disciplinare illegittima o infondata, presentare un ricorso al TAR. Lo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti, con la loro comprovata esperienza sia pratica che giuridica nei procedimenti relativi alle sanzioni disciplinari di stato, offrono un supporto qualificato per tutelare i diritti dei militari.In questo articolo si farà una breve disamina delle sanzioni di stato e delle loro conseguenze.

L’articolo 1357 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010) definisce le sanzioni disciplinari di stato, come misure di carattere punitivo applicabili ai militari per violazioni gravi della disciplina. Queste sanzioni sono più gravi delle sanzioni disciplinari di corpo, incidendo profondamente sulla carriera e sullo status giuridico del militare, con conseguenze che possono portare alla sospensione temporanea dal servizio o addirittura alla perdita definitiva del grado e quindi del posto di lavoro.

Di seguito viene presentato un approfondimento e una spiegazione dettagliata delle quattro sanzioni disciplinari di stato:

  1. Sospensione disciplinare dall’impiego: È una sanzione conservativa che prevede l’allontanamento temporaneo del militare dal servizio per una durata che può variare da uno a dodici mesi. Durante questo periodo, il militare non svolge le sue funzioni e vede una riduzione del trattamento economico. È applicabile a coloro che ricoprono un rapporto di impiego stabile con l’Amministrazione della Difesa.
  2. Sospensione disciplinare dalle funzioni del grado: Rivolta specificamente al personale in congedo, impedisce al soggetto sospeso qualsiasi esercizio delle funzioni legate al grado, inclusa la possibilità di essere richiamato in servizio. Questa misura evidenzia il principio di proporzionalità, poiché viene applicata solo in casi di infrazioni gravi ma non sufficienti a giustificare la perdita definitiva del grado.
  3. Cessazione dalla ferma o rafferma: È una misura di carattere espulsivo che determina la risoluzione anticipata del rapporto di servizio per gravi inadempienze disciplinari o violazioni dei doveri del militare. Viene applicata ai militari in servizio temporaneo e comporta l'interruzione del servizio prima della naturale scadenza del contratto.
  4. Perdita del grado per rimozione: Considerata la sanzione più grave, comporta la definitiva interruzione del rapporto di impiego del militare e la relativa perdita del grado per rimozione, trasformandolo in soldato semplice. Questa sanzione viene applicata solo nei casi di condotte incompatibili con il ruolo ricoperto e può essere imposta sia per motivi disciplinari sia come conseguenza di un giudicato penale. La giurisprudenza sottolinea che la gravità della mancanza non dipende necessariamente dal suo rilievo penale, ma dal danno arrecato all’istituzione e alla fiducia del pubblico​.

La sospensione disciplinare dall’impiego

La sospensione disciplinare dall’impiego rappresenta una delle sanzioni disciplinari più significative e afflittive previste dal Codice dell’Ordinamento Militare, applicabile per un periodo variabile tra uno e dodici mesi. Si tratta di una misura conservativa che non comporta la perdita del grado o del posto di lavoro, ma influisce temporaneamente sulle funzioni del militare, sospendendo l’esercizio delle sue attività e il godimento dei relativi benefici economici.

La sospensione disciplinare dall’impiego viene applicata in caso di infrazioni gravi che, pur non giustificando l’espulsione definitiva del militare, richiedono una risposta incisiva per tutelare il buon andamento e il prestigio dell’Amministrazione. Le situazioni tipiche che possono portare all’applicazione di questa sanzione includono:

- Comportamenti contrari alla disciplina o violazioni dei doveri d’ufficio che compromettono il regolare svolgimento delle attività militari.

- Abuso di potere, comportamento scorretto verso inferiori, colleghi o superiori.

- Atti di indisciplina grave, come il rifiuto di obbedire a ordini legittimi o condotte offensive verso l’Amministrazione militare.

L’obiettivo della sanzione è duplice: da un lato, punire la condotta inadeguata, e dall’altro, dare al militare la possibilità di riflettere sul proprio comportamento, favorendo una correzione e un eventuale reinserimento senza compromettere definitivamente la sua carriera.

La decorrenza della sospensione inizia dal momento della notifica del provvedimento al militare e non è influenzata da eventuali procedimenti cautelari precedentemente adottati, come la sospensione precauzionale.

Durante il periodo di sospensione, il militare è sollevato da tutte le funzioni e responsabilità connesse al suo impiego. Questo comporta l’interruzione di tutte le attività operative e amministrative, incluse missioni e incarichi speciali.

La sospensione disciplinare dall’impiego ha conseguenze dirette sul trattamento economico del militare. Durante il periodo di sospensione:

- È previsto un assegno alimentare minimo, che corrisponde generalmente a una frazione ridotta dello stipendio, sufficiente a garantire il mantenimento delle necessità basilari del militare e della sua famiglia. Generalmente tale importo è pari al 50% dell’ultima retribuzione.

- Il periodo di sospensione non viene computato ai fini della progressione di carriera, dell’anzianità di servizio e del calcolo dei benefici pensionistici.

La sospensione disciplinare dall’impiego ha evidenti effetti negativi anche sulla carriera del militare, tra cui:

- Impedimenti alla promozione e all’avanzamento di carriera durante il periodo di sospensione e nei mesi successivi.

- Riduzione del punteggio di valutazione, che può influenzare negativamente le future opportunità di incarichi e riconoscimenti.

- Possibile compromissione della fiducia da parte dell’Amministrazione militare, che potrebbe limitare l’accesso del militare a incarichi di responsabilità anche dopo la fine della sospensione.

 

La Cessazione dalla ferma o dalla rafferma

La cessazione dalla ferma o dalla rafferma è una sanzione disciplinare di stato prevista dall’articolo 1357 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010). Si tratta di una misura espulsiva applicata ai militari in servizio temporaneo, come i volontari in ferma prefissata (VFP – VFI - VFT) o in rafferma, e ha l’effetto di interrompere anticipatamente il rapporto di servizio.

La cessazione dalla ferma o dalla rafferma viene adottata in presenza di gravi mancanze disciplinari o inadempienze ai doveri di servizio. Esempi di comportamenti che possono portare a questa sanzione includono:

- Gravi atti di indisciplina, come il rifiuto di eseguire ordini legittimi o comportamenti violenti nei confronti di colleghi o superiori.

- Ripetute infrazioni disciplinari, anche di minore entità, che dimostrano un pattern di comportamento incompatibile con il servizio.

- Condanne penali per reati che compromettono l’immagine del militare e l’affidabilità della Forza Armata, anche se non legati direttamente al servizio.

Come già detto, la cessazione dalla ferma o dalla rafferma comporta l’interruzione immediata del servizio, con i seguenti effetti:

- Esclusione dal servizio attivo: Il militare perde immediatamente lo status di appartenente alle Forze Armate.

- Perdita dei benefici economici: Con la cessazione, il militare non ha più diritto alla retribuzione e alle indennità legate al servizio.

La cessazione dalla ferma o dalla rafferma può essere adottata anche in presenza di procedimenti penali in corso. In tali casi, l’Autorità disciplinare può decidere di procedere con la sanzione disciplinare anche se il procedimento penale non è ancora concluso, qualora gli elementi di prova raccolti siano sufficienti a dimostrare la gravità della condotta.

La cessazione dalla ferma o dalla rafferma ha un impatto devastante sulla carriera del militare, poiché implica l’esclusione definitiva dalle Forze Armate. Tra le conseguenze principali:

- Impossibilità di reintegro: Il militare non può più essere richiamato in servizio, né partecipare a concorsi o selezioni per altre posizioni militari.

- Difficoltà di accesso a carriere civili correlate: La perdita dello status militare può influenzare negativamente le opportunità di lavoro in ambito civile, specialmente in settori legati alla sicurezza e alla difesa.

 

La perdita del grado per rimozione

La perdita del grado per rimozione è la sanzione disciplinare di stato più severa prevista dall’articolo 1357 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010). Si tratta di una misura definitiva che comporta la degradazione del militare e la sua espulsione dalle Forze Armate, con effetti irreversibili sulla sua carriera e sulla sua posizione giuridica.

La perdita del grado per rimozione viene applicata nei casi in cui il comportamento del militare sia ritenuto incompatibile con il mantenimento del grado, ovvero quando la condotta ha minato in maniera irreparabile:

  • L’onore e il prestigio delle Forze Armate.
  • La fiducia dell’amministrazione militare nel militare e nelle sue capacità di rappresentare i valori e i principi delle Forze Armate.
  • L’affidabilità e l’integrità del militare, sia in ambito disciplinare che penale.

Esempi di condotte che possono portare alla rimozione includono:

  • Condotte gravemente immorali o disonorevoli.
  • Atti di insubordinazione violenta, rifiuto di obbedire agli ordini, o violazioni della disciplina di eccezionale gravità.

Effetti della sanzione

La perdita del grado per rimozione ha conseguenze irreversibili sulla carriera del militare. Tra gli effetti principali:

  • Degradazione al rango di soldato semplice: Il militare perde il grado e viene inserito nelle liste del personale di leva con il grado di soldato semplice.
  • Espulsione definitiva dalle Forze Armate: La rimozione comporta l’immediata cessazione dal servizio attivo e la risoluzione del rapporto di impiego con l’amministrazione militare.
  • Perdita dei diritti e dei benefici connessi al grado: Il militare rimosso perde tutte le prerogative, i privilegi e i benefici economici legati al grado e all’anzianità di servizio, inclusi i trattamenti pensionistici speciali.

 

La giurisprudenza sottolinea che i procedimenti disciplinari di stato devono essere applicati solo nei casi di estrema gravità, e il provvedimento deve essere adeguatamente motivato per evitare abusi. È fondamentale che il procedimento disciplinare rispetti il principio del contraddittorio, garantendo al militare il pieno esercizio del diritto di difesa.

Affidarsi a un avvocato specializzato in diritto militare è essenziale per affrontare una sanzione di tale entità. Lo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti, con la loro comprovata esperienza in materia, sono in grado di fornire un’assistenza qualificata che si concretizza in:

  • Consulenza;
  • Redazione di memorie difensive;
  • Assistenza dinanzi l’Ufficiale Inquirente ai sensi dell’art. 1370 3° co. Del D. Lgs. 66 del 2010;
  • Ricorsi gerarchici (solitamente previsti per il personale della Guardia di Finanza);
  • Ricorsi al TAR

 

Conclusioni

La sospensione dal servizio, così come la perdita del grado per rimozione sono sanzioni estreme, riservate ai casi di indisciplina più gravi. Essa riflettono la necessità di tutelare l’integrità e il prestigio delle Forze Armate, eliminando quegli elementi che si dimostrano incompatibili con i valori del servizio militare e del giuramento. Tuttavia, vista la complessità del procedimento e l’impatto devastante sulla carriera del militare, è fondamentale affrontare la questione con il supporto di professionisti esperti, per garantire una difesa adeguata e massimizzare le possibilità di contestazione del provvedimento.

 

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