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Avvocato per trasferimenti militari – Ricorso e tutela legale

Avvocato per trasferimenti militari – Ricorso e tutela legale

Trasferimenti di sede per militari: quali sono, quando si possono richiedere e cosa fare in caso di diniego o in caso di trasferimento d’autorità.

I trasferimenti di sede sono una delle questioni più frequenti tra i militari (esercito, marina, guardia costiera, aeronautica e carabinieri) e gli appartenenti alle forze di polizia (polizia e polizia penitenziaria). Che si tratti di esigenze familiari, problemi di salute o semplicemente della volontà di avvicinarsi alla propria regione di origine, il trasferimento può rappresentare una svolta importante nella vita personale e professionale e può migliorare profondamente la qualità di vita di un militare. Di contro, è possibile che l’amministrazione per esigenze di servizio o per incompatibilità ambientale decida di trasferire il militare o l’appartenente alle forze di polizia.

Ma quando è davvero possibile ottenere un trasferimento? Cosa fare se l’amministrazione non risponde, o addirittura rifiuta la domanda? E come ci si può difendere in caso di trasferimento d’autorità o per incompatibilità ambientale?

Qui ti spieghiamo in modo semplice e chiaro quali sono i principali casi di trasferimento nel mondo militare, quando è possibile contestare la decisione dell’amministrazione e come possiamo aiutarti a tutelare i tuoi diritti.

📧 Scrivici per esporre il tuo caso: studiolegale.cm@hotmail.com

📌 Siamo a tua disposizione anche online, con consulenze riservate e tempestive.

 

Prima di proseguire con la lettura approfondita dell’articolo ecco alcune utili FAQ:

 

  1. Quali sono i trasferimenti di sede che può chiedere il militare?
  • Il militare può chiedere il trasferimento per diverse ragioni previste da normative speciali e di settore. Tra le principali vi sono:
  • l’assistenza a figli minori di tre anni (art. 42-bis del D.lgs. 151/2001),
  • l’assistenza a familiari con disabilità grave (art. 33 co. 5 della Legge 104/1992),
  • il ricongiungimento familiare, anche tra coniugi appartenenti a diverse forze armate o tra militare e familiare civile,
  • i gravi motivi di salute, propri o dei familiari conviventi,
  • incarichi elettivi (es. consiglieri comunali – art. 78 del D.lgs. 267/2000),
  • motivi documentati legati a esigenze familiari o abitative (es. art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri).

 

  1. Cosa fare se l’amministrazione nega il trasferimento a domanda (es. 104, 42-bis, incarichi elettivi, 398 RGA)?

Se si riceve un preavviso di rigetto, è possibile presentare delle osservazioni scritte entro 10 giorni dalla comunicazione, per tentare di ottenere una revisione del provvedimento. In alternativa, se il rigetto è definitivo e ritenuto illegittimo o non adeguatamente motivato, si può proporre ricorso al TAR con l’assistenza di un avvocato esperto in diritto militare e nella specifica materia.

 

  1. È possibile fare ricorso contro un trasferimento d’autorità o per incompatibilità ambientale?

Sì, è possibile presentare delle memorie ostative per contestare il provvedimento prima che venga adottato in via definitiva. Se il trasferimento è stato già disposto, è ammesso il ricorso al TAR nei casi in cui il provvedimento presenti vizi di legittimità, carenza di motivazione o violazione delle garanzie del militare.

 

  1. Cosa sono le memorie ostative? Cosa sono le osservazioni?

Le memorie ostative sono scritti difensivi che il militare può presentare prima dell’adozione di un provvedimento di trasferimento d’autorità, al fine di evidenziarne l’illegittimità o l’inopportunità. Le osservazioni, invece, sono considerazioni scritte che si possono inviare entro 10 giorni dalla comunicazione del preavviso di rigetto di una domanda a domanda, per contrastare le motivazioni dell’amministrazione.

 

  1. Come può aiutare un avvocato esperto in trasferimenti militari?

Un avvocato specializzato in trasferimenti militari può: analizzare i requisiti per presentare una domanda di trasferimento efficace; redigere l’istanza e accompagnarla con documentazione idonea; rispondere correttamente a preavvisi di rigetto e redigere memorie ostative; presentare un ricorso al TAR ben strutturato, nei casi di trasferimenti imposti o dinieghi immotivati; fornire assistenza continua fino alla conclusione della procedura amministrativa o giudiziale.

 

Quali sono i principali tipi di trasferimento nel settore militare?

Esistono due grandi categorie:

  1. Trasferimenti a domanda (volontari)Sono richiesti dal militare per ragioni personali o familiari. Tra i più comuni:
  • Trasferimento per assistenza a figli piccoli (art. 42-bis del D.lgs. 151/2001): consente di chiedere l'avvicinamento alla sede di residenza familiare nei primi anni di vita dei figli. (clicca qui per un approfondimento)
  • Trasferimento per assistenza a familiari disabili (art. 33 della Legge 104/1992): tutela il diritto a prestare assistenza a genitori, figli o coniuge in situazione di disabilità grave. (clicca qui per un approfondimento)
  • Ricongiungimento familiare, anche tra appartenenti a forze armate diverse o con civili. (clicca qui per un approfondimento)
  • Trasferimento per motivi gravi di salute propri o dei familiari per gravi e comprovate ragioni.
  • Trasferimento per ragioni elettive o politiche (art. 78 D. Lgs. 267 del 2000 - es. consiglieri comunali o regionali).
  • Trasferimento ex. art. 398 Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri (per comprovate ragioni).

 

  1. Trasferimenti d’autorità

Sono disposti unilateralmente dall’amministrazione per ragioni di servizio, incompatibilità ambientale o riorganizzazione interna. In questi casi non serve il consenso del militare, ma il provvedimento deve essere motivato e legittimo. In questo caso possiamo avere i trasferimenti per esigenze dell’amministrazione e trasferimenti per incompatibilità ambientale.

 

Quando e come è possibile opporsi a un trasferimento?

Se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Hai fatto domanda di trasferimento e non hai ricevuto risposta.
  • Hai ricevuto un rigetto o un preavviso di rigetto con motivazioni che non ti sembrano legittime.
  • Ti è stato imposto un trasferimento d’autorità che ritieni ingiusto o punitivo.

…è importante agire tempestivamente. Spesso, una memoria scritta ben motivata o delle osservazioni entro i 10 giorni dalla comunicazione del preavviso di rigetto, può bastare per ottenere una revisione della decisione.

Nei casi più gravi, è possibile presentare un ricorso al TAR per chiedere l’annullamento del trasferimento o il riconoscimento del diritto a essere trasferito.

 

Come possiamo aiutarti concretamente

Il nostro studio segue da anni i casi di trasferimento nel settore militare e conosce in profondità la normativa e la prassi amministrativa. Possiamo aiutarti a:

  • Valutare la fattibilità della domanda prima di presentarla.
  • Redigere istanze chiare, efficaci e ben documentate.
  • Rispondere a preavvisi di rigetto con osservazioni.
  • Presentare memorie ostative in caso di trasferimenti d’autorità.
  • Presentare ricorsi al TAR contro trasferimenti d’autorità o dinieghi immotivati.

 

Hai bisogno di un consiglio? Parliamone

Riceviamo ogni giorno richieste da militari che vogliono avvicinarsi a casa, ricongiungersi con i figli o affrontano trasferimenti imposti e non graditi. Se anche tu stai affrontando una di queste situazioni, contattaci per una valutazione del caso.

Valuteremo insieme la strada più efficace per tutelare i tuoi diritti.

Affidarsi ad un esperto del settore amministrativo militare è di estrema importanza. Qualora il militare sia stato oggetto di un trasferimento d’autorità, lo Studio Legale degli avvocati Maiella e Carbutti sarà in grado di valutare se detto trasferimento presenti profili di dubbia legittimità, fornendo la propria consulenza e assistenza prospettando tutti i possibili rimedi esperibili.

Gli avvocati Maiella e Carbutti, oltre ad aver maturato una considerevole esperienza nel settore sono gli autori di uno dei manuali più importanti in tema di Diritto Amministrativo Militare (Clicca qui per scoprire di più sul Manuale)

Per saperne di più approfondisci l'argomento dei trasferimenti con i nostri brevi video esplicativi delle principali problematiche.

 

COME CONTATTARCI

Per una consulenza on line, la valutazione del provvedimento di rigetto o di trasferimento, non esitare a contattarci scrivendo una email all’indirizzo studiolegale.cm@hotmail.com .

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

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