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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

Mobbing militare: Assistenza legale e tutela dei tuoi diritti

Mobbing militare: come riconoscerlo e come possiamo aiutarti a tutelare i tuoi diritti

Il mobbing militare è un fenomeno subdolo e spesso difficile da dimostrare, ma non per questo meno dannoso. Si manifesta attraverso comportamenti sistematici, ostili o vessatori, messi in atto all'interno dell'ambiente militare, e può avere conseguenze gravi sulla salute fisica, psicologica e sulla carriera della vittima.

 

Cos’è il mobbing militare

Nel contesto delle Forze Armate e di Polizia, il mobbing assume caratteristiche peculiari rispetto ad altri ambienti di lavoro. La particolare struttura gerarchica e l’inevitabile disciplina imposta dal servizio rendono talvolta più difficile distinguere tra legittima autorità e abuso di potere.

Parliamo di mobbing quando il comportamento persecutorio è:

  • ripetuto nel tempo,
  • intenzionalmente dannoso o umiliante,
  • causativo di un danno alla salute,
  • non giustificato da esigenze di servizio.

In ambito militare si distinguono forme di:

  • mobbing verticale (dal superiore al subordinato, anche detto bossing),
  • mobbing orizzontale (tra colleghi),
  • straining (atti isolati, ma gravi, con effetti protratti nel tempo).

 

Le conseguenze per la vittima

Chi subisce mobbing può andare incontro a disturbi d’ansia, depressione, isolamento sociale, perdita di fiducia e di motivazione. Nei casi più gravi, il disagio può condurre a esonero dal servizio, licenziamento o dimissioni volontarie.

Ma non si tratta solo di salute: le ricadute sono anche patrimoniali, professionali e familiari.

 

Cosa possiamo fare per aiutarti

Lo Studio Legale Maiella e Carbutti assiste da anni militari e appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Offriamo supporto completo in tutte le fasi:

  • Analisi preliminare del caso: valutazione riservata e attenta della documentazione, con parere legale motivato.
  • Assistenza nella raccolta delle prove: consulenza sulla redazione di relazioni di servizio, conservazione di comunicazioni, ricerca di testimoni.
  • Tutela giudiziaria:
    • Ricorso alle competenti autorità giudiziarie per la tutela dei tuoi diritti.
  • Assistenza medico-legale: ci avvaliamo, se necessario, di consulenti esperti in medicina del lavoro e psichiatria forense per documentare il danno.

 

FAQ sul mobbing militare

 

Cos’è considerato mobbing in ambito militare?
Il mobbing militare è un insieme di comportamenti ripetuti, ostili o umilianti, non giustificati da esigenze di servizio, che arrecano danno alla salute psico-fisica del militare. Può essere attuato da superiori (bossing), colleghi (mobbing orizzontale) o manifestarsi in forma di straining (atti isolati ma lesivi).

 

Come posso sapere se sono vittima di mobbing?
Se hai subito atti sistematici di emarginazione, umiliazione, trasferimenti punitivi, incarichi degradanti o isolamento ingiustificato, potresti essere vittima di mobbing. È fondamentale valutare il contesto e la reiterazione delle condotte.

 

Il mobbing è reato?
Il mobbing in sé non è un reato tipizzato nel codice penale, ma i comportamenti che lo compongono possono costituire reati (abuso d’ufficio, minacce, lesioni, diffamazione, violenza privata). Inoltre, la vittima ha diritto al risarcimento del danno.

 

Quali prove servono per agire legalmente?
Sono utili relazioni di servizio, email, messaggi, testimonianze, certificazioni mediche e relazioni di psicologi o medici legali. Lo studio assiste nella raccolta e nella strategia difensiva.

 

Posso agire anche se sono ancora in servizio?
Sì. È possibile intraprendere azioni legali anche durante il servizio, sia in via riservata che giudiziaria, senza attendere la cessazione del rapporto.

 

Quali rimedi legali posso ottenere?
Puoi ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali, il riconoscimento dell’illegittimità dei comportamenti subiti e, in alcuni casi, l’intervento dell’amministrazione per la tua tutela. In casi gravi, è possibile ottenere anche la causa di servizio e benefici correlati.

 

Offrite assistenza medico-legale?
Sì. Collaboriamo con specialisti in medicina del lavoro e psichiatria forense per valutare il danno subito e rafforzare la richiesta risarcitoria o la causa di servizio.

 

Perché affidarti a noi

La materia del diritto militare è complessa e richiede conoscenza tecnica, esperienza diretta delle dinamiche interne e la capacità di affrontare situazioni che spesso toccano la sfera personale e psicologica del militare.

Il nostro studio opera da anni a fianco del personale in divisa, con un approccio professionale, umano e strategico. La tua tutela non è solo una questione legale, ma di dignità e sicurezza personale.

 

Hai subito comportamenti ostili o umilianti sul lavoro?

📩 Contattaci per una prima valutazione riservata del tuo caso.
📍 Operiamo su tutto il territorio nazionale. Effettuiamo consulenze anche online.

Se ritieni di essere stato vittima di una di tali situazioni, contattaci senza impegno all’indirizzo email studiolegale.cm@hotmail.com.

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Vittime del dovere e terrorismo: assistenza legale per ottenere i benefici economici e previdenziali

Chi sono le vittime del dovere

Nel panorama giuridico italiano, con l’espressione vittime del dovere si identificano quei militari, appartenenti alle Forze di Polizia, vigili del fuoco, operatori della protezione civile e altri dipendenti pubblici che hanno subito un’invalidità permanente o sono deceduti a causa di eventi connessi allo svolgimento di compiti di istituto.

Le situazioni riconosciute includono, tra le altre:

  • interventi in contesti di terrorismo o criminalità organizzata;
  • operazioni di ordine pubblico o controllo del territorio;
  • missioni di soccorso in occasione di calamità naturali;
  • attività ad alto rischio anche in tempo di pace.

La definizione è contenuta nella Legge 266/2005, che ha esteso diritti e tutele già previsti per le vittime del terrorismo, riconoscendo il sacrificio di chi serve lo Stato anche in condizioni non belliche ma altamente pericolose.

Sono riconosciute anche le malattie o lesioni sviluppate in modo non immediato, purché sia dimostrabile un nesso diretto con l’attività di servizio.

 

Chi sono gli equiparati alle vittime del dovere

Accanto alle vittime in senso stretto, vi sono gli equiparati alle vittime del dovere: soggetti che hanno subito danni permanenti in contesti simili, come militari e civili impiegati in missioni di pace, dipendenti pubblici esposti a eventi traumatici o attività ad alto rischio non legate a terrorismo o criminalità.

Anche per loro la legge prevede benefici economici e previdenziali, previa valutazione della documentazione e del legame tra evento e servizio.

 

Chi sono le vittime del terrorismo

Le vittime del terrorismo , invece, sono coloro che hanno subito lesioni permanenti o il decesso a causa di attentati terroristici, sia sul territorio nazionale che all’estero. La disciplina è contenuta nella Legge 206/2004, che garantisce un ampio spettro di tutele, fra cui:

  • speciale elargizione;
  • assegni vitalizi e mensili;
  • indennizzi esenti da imposte;
  • priorità per i familiari nei concorsi pubblici;
  • risarcimento per danno biologico e morale.

Le vittime del dovere e gli equiparati possono, in determinate condizioni, beneficiare delle stesse misure previste per le vittime del terrorismo, a conferma dell’equiparazione giuridica e morale del sacrificio compiuto.

 

I benefici previsti dalla legge

Chi viene riconosciuto come vittima del dovere, equiparato o vittima del terrorismo ha diritto a una serie di benefici economici, previdenziali e assistenziali previsti dalla normativa italiana. Tali misure mirano a compensare, almeno in parte, il sacrificio compiuto a favore della collettività, e possono comprendere:

  • una speciale elargizione una tantum;
  • un assegno vitalizio mensile;
  • maggiorazioni su pensioni ordinarie o privilegiati;
  • indennità esenti da tassazione IRPEF;
  • priorità o riserve nei concorsi pubblici per i familiari;
  • benefici accessori legati allo status di equiparazione con le vittime del terrorismo.

La concessione dei benefici varia in base allo status (vittima del dovere, equiparato o vittima del terrorismo) ma, in molti casi, le prestazioni risultano analoghe e cumulabili, nei limiti previsti dalla legge.

Il riconoscimento dei diritti non è sempre automatico e richiede una corretta presentazione della domanda, supportata da documentazione idonea e, se necessario, assistenza legale qualificata.

Richiedi assistenza ed una consulenza personalizzata agli avvocati Maiella e Carbutti inviando una mail a studiolegale.cm@hotmail.com

 

Quando lo Stato rifiuta: rigetti, ritardi e prescrizione

Nonostante le tutele previste dalla legge, capita spesso che le istanze presentate da vittime del dovere, equiparati o vittime del terrorismo vengano respinte, talvolta senza una reale valutazione nel merito. Le motivazioni dei rigetti possono essere molteplici:

  • errori formali nella domanda;
  • carenza o incompletezza della documentazione allegata;
  • interpretazioni restrittive da parte dell'Amministrazione;
  • errata individuazione della normativa applicabile;
  • contestazioni sul nesso causale tra evento lesivo e attività di servizio.

Uno dei motivi più ricorrenti è la presunta prescrizione del diritto: l’Amministrazione ritiene che siano trascorsi i termini previsti per richiedere i benefici. Tuttavia, la giurisprudenza ha chiarito che la prescrizione non riguarda il riconoscimento dello status e dei benefici di natura pensionistica e assistenziale.

Inoltre, anche in presenza di rigetto, è possibile agire con ricorso al Giudice del lavoro per ottenere il riconoscimento dei benefici negati.

Affrontare questi ostacoli richiede competenza tecnica, conoscenza della normativa e padronanza delle strategie processuali più efficaci. Un'assistenza legale mirata può fare la differenza tra il rigetto definitivo e il pieno riconoscimento dei diritti.

Richiedi assistenza agli avvocati Maiella e Carbutti inviando il rigetto via mail a studiolegale.cm@hotmail.com

 

FAQ sulle Vittime del Dovere

Cosa comporta lo status di vittima del dovere?
Lo status riconosce diritti economici (assegni vitalizi, speciale elargizione, esenzioni fiscali), assistenza sanitaria e psicologica, oltre a priorità occupazionali per familiari superstiti.

 

Chi può richiedere il riconoscimento?
Militari, forze dell’ordine e soccorso pubblico con danni permanenti in servizio, nonché familiari superstiti (coniuge, figli, genitori, fratelli/sorelle)

 

Quali benefici spettano alle vittime del dovere?
Assegni vitalizi (attualmente circa €500 mensili + speciale assegno da €1.033 con indicizzazione), speciale elargizione in base alla percentuale di invalidità, esenzioni fiscali (IRPEF, bollo, farmaci), borse di studio, collocamento obbligatorio, assistenza psicologica. Vedi la tabella (CLICCA QUI per la tabella aggiornata)

 

Come si può presentare la domanda per lo status?
Va presentata online con tutta la documentazione medica e di servizio. In caso di diniego è possibile fare ricorso presso il Giudice del Lavoro, TAR o Corte dei Conti in relazione allo specifico rigetto.

 

Esistono tabelle riepilogative dei benefici?
Sì: lo Studio Legale ha predisposto tabelle aggiornate e chiare, disponibili nell’articolo principale per un rapido confronto (Clicca qui).

 

C’è prescrizione per richiedere lo status di vittima del dovere?
Lo status è imprescrittibile: lo ha confermato la Cassazione l’8 febbraio 2023. Alcuni benefici collegati (assegni, pensioni) possono avere termini di prescrizione

 

Chi può essere riconosciuto "equiparato" alle vittime del dovere?
Colui che subisce infermità invalidanti in servizio a causa di condizioni ambientali o operative particolarmente rischiose (ad es. esposizione ad agenti tossici, missioni in contesti operativi)

 

È utile l’assistenza medico-legale nella domanda?
Decisiva: una valutazione medica accurata aumenta le probabilità di riconoscimento e di accesso ai benefici previsti .

 

Si può chiedere un adeguamento della percentuale di invalidità o aggravamento?
Sì: l’eventuale aggravamento può essere richiesto nel corso del tempo, con termine variabile a seconda del beneficio, e rivalutazione dei trattamenti economici .

 

Come possiamo aiutarti: la nostra esperienza legale

Affidarsi a uno studio legale esperto nel settore delle vittime del dovere e dell’equiparazione alle vittime del terrorismo come lo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti significa avere al proprio fianco professionisti che conoscono a fondo la normativa, la prassi amministrativa e la giurisprudenza più recente.

Il nostro studio ha assistito con successo numerosi militari, appartenenti alle Forze di Polizia e familiari di vittime, garantendo un supporto legale puntuale e personalizzato in tutte le fasi del procedimento:

  • analisi preliminare del caso con valutazione dei presupposti normativi;
  • raccolta e verifica della documentazione sanitaria e amministrativa;
  • predisposizione e invio dell’istanza alla Pubblica Amministrazione;
  • gestione degli eventuali silenzi o rigetti con atti sollecitatori e diffide;
  • proposizione di ricorsi giurisdizionali dinanzi Giudice del lavoro;
  • assistenza in sede di integrazione documentale o ricorsi per l’ottenimento dell’equiparazione alle vittime del terrorismo.

Siamo consapevoli della delicatezza delle situazioni personali in cui versano molte vittime e le loro famiglie: per questo offriamo un approccio umano, chiaro e concreto, volto a dare risposte rapide e realistiche, senza alimentare false speranze e soprattutto con un tariffario equo e compatibile.

Il nostro obiettivo è ottenere il riconoscimento pieno e tempestivo dei diritti spettanti, anche in presenza di ostacoli amministrativi o contestazioni sulla prescrizione.

Non affidarti al primo che capita e richiedi assistenza agli avvocati Maiella e Carbutti inviando una mail a studiolegale.cm@hotmail.com

 

Casi risolti: quando il ricorso ha fatto la differenza

Abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti per militari e operatori delle forze dell’ordine in casi dove l’Amministrazione aveva negato ogni diritto per prescrizione o inquadramento non conforme.

 

Vuoi sapere se hai diritto ai benefici?

Scrivici e ti risponderemo entro 24 ore lavorative. Se ci sono i presupposti, ci occuperemo noi di tutto, dalla predisposizione dell'istanza al ricorso, fino al pieno riconoscimento del tuo status e dei benefici previsti. E’ possibile che sia necessario fissare una prima consulenza on line.

Non lasciare che un errore o un termine mal interpretato ti privi di un diritto: agisci oggi ed invia una mail a studiolegale.cm@hotmail.com

 

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Cause di servizio militari: assistenza legale e ricorsi

Cause di servizio: tutela legale per il personale militare

Nel corso della carriera, il personale militare è frequentemente esposto a situazioni fisiche, ambientali o operative che possono causare o aggravare patologie, lesioni o infermità. In questi casi, il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio diventa fondamentale per ottenere gli indennizzi e benefici previdenziali previsti dall’ordinamento.

Il nostro studio legale, con specifica competenza in diritto militare, offre assistenza professionale completa nelle istanze di riconoscimento della causa di servizio e nei successivi ricorsi giurisdizionali in caso di rigetto. Le attività vengono effettuate in coordinamento con medici legali esperti nel riconoscimento delle cause di servizio.

 

🔍 Che cos’è la causa di servizio?

La “causa di servizio” è il legame che deve sussistere tra la patologia o l’infermità e le condizioni di impiego del militare. La dipendenza può essere:

  • diretta, quando il servizio è la causa esclusiva della malattia;
  • indiretta o concausale, quando il servizio ha contribuito in modo determinante all’insorgenza o aggravamento della patologia.

 

📝 Come si presenta l’istanza

L’istanza può essere presentata:

  • dal militare direttamente, anche con il supporto di un avvocato;
  • d’ufficio, se la connessione con il servizio è evidente o di natura traumatica;
  • dagli eredi, se la patologia ha portato al decesso del militare.

Affinché abbia buone possibilità di accoglimento, l’istanza deve essere:

  • corretta dal punto di vista formale,
  • completa nella documentazione medica e amministrativa,
  • capace di dimostrare il nesso causale tra patologia e attività di servizio.

Il procedimento prevede:

  • visita presso la CMO (Commissione Medico Ospedaliera);
  • valutazione del fascicolo da parte del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio.

 

❌ Cosa fare se l’istanza viene respinta

In caso di rigetto, l’interessato può proporre:

  • ricorso al TAR – è necessaria l’assistenza di un avvocato;
  • ricorso straordinario al Presidente della Repubblica;
  • ricorso alla Corte dei Conti, competente per le questioni pensionistiche e le cause di servizio.

Ogni rimedio ha tempi e strategie differenti, per cui è fondamentale valutarli con l’aiuto di un legale esperto nella materia.

 

❓ Domande frequenti sulle cause di servizio

 

Che cos’è la causa di servizio?
È il riconoscimento formale che una patologia, lesione o infermità è stata contratta o aggravata a causa dell’attività svolta durante il servizio militare. Può trattarsi di una connessione diretta o di un contributo rilevante del servizio alla malattia.

 

Quali patologie possono essere riconosciute come dipendenti da causa di servizio?
Qualsiasi patologia che risulti coerente con le attività o le condizioni del servizio può essere valutata. Ciò include malattie traumatiche, stress psico-fisico, patologie croniche aggravate dal contesto lavorativo, esposizioni ambientali, incidenti o eventi critici.

 

Entro quando va presentata la domanda di riconoscimento?
La domanda deve essere presentata entro sei mesi dalla diagnosi o dalla conoscenza della patologia. Questo termine è perentorio se si vuole ottenere anche l’equo indennizzo. Dopo tale scadenza, è possibile chiedere solo il riconoscimento “amministrativo”, senza benefici economici.

 

Quali documenti servono per avviare il procedimento?
È necessario allegare documentazione medica aggiornata, cartelle cliniche, referti, certificazioni di servizio, relazione dettagliata dei fatti e, ove possibile, testimonianze. La qualità della documentazione è essenziale per dimostrare il nesso causale.

 

Se ottengo il modello “C”, devo comunque presentare domanda per l’equo indennizzo?
Sì. Il modello “C” attesta il riconoscimento della causa di servizio, ma non attiva automaticamente il pagamento dell’indennizzo. Per ottenerlo, è indispensabile presentare apposita domanda entro sei mesi dalla notifica del provvedimento favorevole.

 

Quali benefici comporta il riconoscimento della causa di servizio?
Tra i principali:

  • Equo indennizzo (se richiesto nei tempi);
  • Pensione privilegiata (in caso di ascrivibilità alla Tabella A);
  • Esenzione ticket;
  • Retribuzione piena per assenze connesse alla patologia;
  • Benefici concorsuali.

 

Cosa accade se la patologia si aggrava dopo il riconoscimento?
È possibile chiedere la riliquidazione dell’indennizzo entro cinque anni dal primo riconoscimento, anche più volte, purché l’aggravamento sia adeguatamente documentato.

 

Cosa posso fare se la mia istanza viene rigettata?
È possibile proporre:

  • Ricorso al TAR, con obbligo di assistenza legale;
  • Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica;
  • Ricorso alla Corte dei Conti, competente in materia pensionistica.
    La scelta del rimedio più adatto dipende dal tipo di rigetto e dagli obiettivi perseguiti.

 

È obbligatorio rivolgersi a un avvocato?
Non sempre è obbligatorio, ma è fortemente consigliato. L’assistenza di un legale esperto in diritto militare aumenta le probabilità di ottenere un esito favorevole e riduce il rischio di errori formali, sia in fase amministrativa che contenziosa. In questi casi lo studio legale si avvale di medici legali esperti nel riconoscimento di cause di servizio.

 

⚖️ Il nostro servizio legale

 

Lo Studio Legale Maiella e Carbutti, da anni impegnato nel diritto militare, assiste militari e familiari in tutto il territorio nazionale con:

✅ Redazione e supporto all’istanza di riconoscimento della causa di servizio;
✅ Assistenza nei ricorsi contro eventuali rigetti

✅ Difesa legale presso il TAR o la Corte dei Conti;
✅ Consulenza per gli eredi in caso di patologie che abbiano causato il decesso del militare.

 

La nostra esperienza ci consente di valutare correttamente la posizione del militare e di costruire un’istanza solida fin dalla fase iniziale, evitando errori che potrebbero compromettere il riconoscimento.

📞 Contattaci

 

Se hai subito un danno alla salute e pensi che possa essere collegato al servizio svolto, non aspettare. Il tempo e la precisione nella documentazione possono fare la differenza.

📧 Email: studiolegale.cm@hotmail.com

 

Oppure compila il form qui sotto:

 
 

Flessione Documentazione caratteristica - Assistenza e tutela legale

Hai ricevuto una valutazione più bassa del solito? Attenzione alla flessione nella documentazione caratteristica

Ogni militare conosce l’importanza della documentazione caratteristica – le cosiddette note caratteristiche – nella propria carriera. In apparenza può trattarsi solo di un documento amministrativo, ma in realtà incide profondamente su avanzamenti, incarichi e perfino sulla permanenza in servizio. 

 

Prima di procedere con la lettura completa dell'articolo e di come lo studio può fornirti assistenza, ecco alcune FAQ sulla documentazione caratteristica:

 

  1. È possibile passare da “Eccellente” a “Superiore alla media” o addirittura ad una qualifica inferiore?

Sì, tecnicamente è possibile, ma qualsiasi flessione del giudizio deve essere motivata in modo coerente e basato su elementi oggettivi. Un abbassamento del profilo, se non adeguatamente giustificato, può essere considerato illegittimo e impugnabile. In particolare, flessioni improvvise rispetto a una carriera coerente devono essere attentamente analizzate.

 

  1. Una valutazione “Inferiore alla media” o “Insufficiente” può compromettere la mia carriera?

Assolutamente sì. Queste valutazioni sono considerate negative e, se reiterate, possono portare a provvedimenti di cessazione dal servizio per scarso rendimento. È fondamentale non sottovalutarle e valutarne l’impugnazione tempestivamente.

 

  1. È possibile contestare una flessione anche se non è formalmente negativa?

Sì. Anche una qualifica “Superiore alla media” o “Nella media” può essere contestata se rappresenta una flessione immotivata rispetto agli anni precedenti.

 

  1. Quali sono i motivi più frequenti di illegittimità nelle note caratteristiche?

I motivi più ricorrenti includono:

  • Carenza di armonia tra le voci, il giudizio e la qualifica,
  • Presenza di elementi estranei al periodo,
  • incongruenze rispetto agli anni precedenti senza cambiamenti oggettivi,
  • obblighi di astensione.

 

  1. Posso fare ricorso anche se ho ricevuto solo una sanzione disciplinare lieve?

Sì. Una sanzione disciplinare di lieve entità non può, da sola, giustificare una flessione marcata e subitanea del giudizio complessivo.

 

  1. Meglio fare ricorso gerarchico o ricorrere subito al TAR?

Dipende dal caso specifico. In genere, è opportuno iniziare con il ricorso gerarchico, che consente anche di contestare il merito della valutazione. Il ricorso al TAR è, invece, limitato a profili di legittimità. In caso di rigetto del primo, è comunque possibile rivolgersi successivamente al TAR o al Presidente della Repubblica.

 

  1. Quanto tempo ho per impugnare una documentazione caratteristica?

Il termine per proporre ricorso gerarchico è di 30 giorni dalla notifica della documentazione. Per il ricorso al TAR, il termine ordinario è di 60 giorni.

 

  1. Serve necessariamente un avvocato per fare ricorso?

No, ma è fortemente consigliato. Il ricorso gerarchico può essere presentato anche senza assistenza legale, ma una stesura inadeguata può compromettere la possibilità di una futura impugnazione al TAR. Un avvocato esperto in diritto militare può costruire un ricorso solido e strategico.

 

  1. Come può aiutarmi concretamente uno studio legale specializzato in diritto militare?

Uno studio legale esperto può:

  • analizzare nel dettaglio la documentazione caratteristica,
  • evidenziare eventuali illegittimità o incongruenze,
  • redigere un ricorso mirato e ben argomentato,
  • assisterti in sede gerarchica, al TAR o presso il Presidente della Repubblica,

 

Il problema: la flessione improvvisa del giudizio

Non sempre si tratta di una qualifica apertamente negativa come “Inferiore alla media” o “Insufficiente”. A volte il problema è una flessione improvvisa o ingiustificata del giudizio rispetto agli anni precedenti: un passaggio da “Eccellente” a “Nella media”, o da “Superiore alla media” a “Inferiore alla media”, può rappresentare un serio campanello d’allarme.

Una flessione così netta, non motivata da fatti oggettivi o valutazioni coerenti, può segnare l’inizio di un deterioramento del profilo del militare, con effetti su trasferimenti, concorsi interni, passaggi di grado o persino procedimenti per scarso rendimento finalizzati al proscioglimento.

 

Perché succede? I motivi possono essere molti, ma non sempre sono legittimi

Una flessione del giudizio può derivare da:

  • un’incompleta o erronea valutazione dei fatti,
  • una valutazione soggettiva e non supportata da elementi concreti e coerenti,
  • ritorsioni o incompatibilità personali,
  • sanzioni disciplinari di lieve entità utilizzate impropriamente come giustificazione.

È importante sapere che una sola sanzione di modesta gravità non può giustificare, da sola, un giudizio negativo. E se il tuo rendimento è stato coerente negli anni, una caduta del giudizio deve essere motivata congruamente.

 

Come possiamo aiutarti

Se ti hanno notificato un documento caratteristico recante una flessione o un giudizio negativo o comunque inferiore al passato, è essenziale agire tempestivamente. Le strade per contestare il documento sono principalmente due:

  1. Ricorso gerarchico – che può essere proposto anche nel merito della valutazione;
  2. Ricorso al TAR – riservato a profili di legittimità o gravi errori di fatto.

In caso di rigetto del ricorso gerarchico, si può valutare un ulteriore ricorso straordinario al Presidente della Repubblica o direttamente al TAR.

 

Attenzione: il ricorso mal scritto può compromettere tutto

Anche se la legge non impone l’assistenza legale per i ricorsi gerarchici, una redazione errata o generica può rendere difficile, se non impossibile, l’impugnazione successiva al TAR. Occorre motivare bene, allegare prove concrete e far emergere con chiarezza le illegittimità.

Ecco perché è fondamentale affidarsi a professionisti esperti in diritto militare e nella materia specifica della documentazione caratteristica.

 

Il nostro supporto

Lo Studio Legale Maiella e Carbutti assiste il personale militare in tutto il territorio nazionale con:

  • Consulenze on line o in sede;
  • Analisi preventiva della documentazione caratteristica e della flessione subita;
  • Redazione di ricorsi gerarchici solidi e ben motivati;
  • Difesa legale nei ricorsi al TAR.

Ogni caso merita una valutazione accurata, perché dietro un giudizio c’è spesso molto di più: la tua dignità professionale, il tuo futuro in uniforme e la possibilità di continuare un percorso costruito con impegno.

 

Vuoi capire se puoi contestare la tua documentazione caratteristica?

Contattaci per una valutazione. Un parere esperto può fare la differenza.

Gli avvocati Maiella e Carbutti, oltre ad aver maturato una considerevole esperienza nel settore sono gli autori di uno dei manuali più importanti in tema di Diritto Amministrativo Militare (Clicca qui per scoprire di più sul Manuale)

Per saperne di più approfondisci l'argomento dei trasferimenti con i nostri brevi video esplicativi delle principali problematiche.

 COME CONTATTARCI

Invia la documentazione caratteristica che ritieni illegittima all'indirizzo e-mail studiolegale.cm@hotmail.com .

 

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Avvocato Militare – Difesa Sanzioni Disciplinari e Ricorsi

Se sei un militare o un appartenente alle Forze di polizia e sei stato destinatario di una sanzione disciplinare, come un rimprovero, una consegna, una censura o una sospensione dall’impiego, hai diritto di difenderti e di richiedere la verifica della legittimità del provvedimento ricevuto.

Lo Studio Legale degli Avvocati Selene J. G. Maiella e Pasquale Carbutti è specializzato in diritto militare e procedimenti disciplinari. Offriamo consulenza e assistenza su tutto il territorio nazionale per la predisposizione di memorie difensive, revisioni, ricorsi gerarchici o ricorsi al TAR contro sanzioni ritenute ingiuste o sproporzionate.

📧 Scrivici per esporre il tuo caso: studiolegale.cm@hotmail.com

📌 Siamo a tua disposizione anche online, con consulenze riservate e tempestive.

 

Sanzioni disciplinari di corpo, di stato e per il personale della Polizia

Gli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in Diritto Militare, offrono assistenza su tutto il territorio nazionale in tema di procedimenti disciplinari di corpo e di stato, non solo al personale delle Forze Armate e Forze di Polizia ad ordinamento militare (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) ai sensi del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 – Codice dell’Ordinamento Militare (COM) – e del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 – Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (TUROM), ma altresì al personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato ai sensi del D.P.R. 737/1981 e D.P.R. 782/1985; e Polizia Penitenziaria ai sensi del D.lgs. 449/1992 e D.P.R. 82/1999).

Le sanzioni disciplinari di corpo irrogabili ai militari sono: richiamo, rimprovero, consegna, consegna di rigore. Si tratta di sanzioni di minor gravità rispetto alle sanzioni di stato, ma certamente di pari interesse. Avverso le sanzioni di corpo è esperibile il ricorso gerarchico e, solo qualora questo non abbia effetto favorevole per il militare, sarà possibile ricorrere al TAR o al Presidente della Repubblica.

La corretta predisposizione del ricorso gerarchico è vincolante per il ricorso al TAR: solo le doglianze ivi contenute potranno essere prospettate al TAR competente. Le sanzioni di stato, se irrogate dall'organo centrale, possono essere impugnate mediante ricorso al TAR o Straordinario al Presidente della Repubblica. Diversamente, per il personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile tutte le sanzioni sono impugnabili alternativamente con ricorso gerarchico o al TAR.

Affidatevi quindi ad un esperto per non incorrere in un esito certamente negativo. Infatti, tra le cause di rigetto dei ricorsi vi è una scarsa conoscenza delle norme di diritto che sono alla base del procedimento disciplinare.

Le sanzioni disciplinari di stato delle quali possono essere destinatari i militari sono: sospensione disciplinare dal servizio, sospensione disciplinare dalle funzioni del grado, cessazione dalla ferma o dalla rafferma, perdita del grado per rimozione.

Nel caso della Polizia di Stato si avranno: richiamo orale, richiamo scritto, pena pecuniaria, deplorazione, sospensione dal servizio, destituzione.

La Polizia Penitenziaria invece può essere oggetto di una sanzione tra: censura, pena pecuniaria, deplorazione, sospensione dal servizio, destituzione.

 

Come possiamo offrirvi assistenza e tutela legale?

Indipendentemente dalla sanzione, l’Avv. Maiella e l'Avv. Carbutti, grazie alla loro pluriennale esperienza nel settore, offrono assistenza sia nel procedimento disciplinare attraverso la redazione delle memorie, sia come difesa tecnica nel procedimento disciplinare di stato (art. 1370 comma 3 bis, c.o.m., introdotto dal D.lgs. 173/2019), sia mediante la redazione di ricorsi gerarchici e ricorsi al TAR.

Gli avvocati Maiella e Carbutti, oltre ad aver maturato una considerevole esperienza nel settore, sono anche autori di uno dei manuali più importanti in tema di Diritto Amministrativo Militare. Clicca qui per scoprire di più sul Manuale.

Guarda i nostri brevi video per avere maggiori indicazioni e suggerimenti utili per la predisposizione di memorie difensive o per comprendere meglio il funzionamento delle sanzioni disciplinari.

Come contattarci

Per ricevere un consulto legale sulla tua pratica disciplinare, ancora pendente o già conclusa, contatta lo Studio Legale degli Avvocati Maiella e Carbutti:

📧 Email: studiolegale.cm@hotmail.com

 

Domande frequenti sulle sanzioni disciplinari militari - FAQ

 

Quali sono le principali sanzioni disciplinari previste per i militari?

Le sanzioni si dividono in:
Sanzioni di corpo: richiamo, rimprovero, consegna, consegna di rigore;
Sanzioni di stato: sospensione dall’impiego, perdita del grado per rimozione.
Ogni tipo ha regole e tutele differenti.

 

Quanto tempo ha l’Amministrazione per avviare un procedimento disciplinare?

Il procedimento deve essere avviato senza ritardo rispetto alla conoscenza del fatto.

 

Entro quanto tempo deve concludersi il procedimento disciplinare di corpo?

Entro 90 giorni dalla contestazione degli addebiti. Oltre questo termine, la sanzione può essere annullabile per tardività.

 

È possibile fare ricorso contro una sanzione?

Sì. È possibile presentare memorie, ricorso gerarchico o ricorso al TAR. Per le sanzioni di corpo è obbligatorio esperire prima il ricorso gerarchico, pena l’inammissibilità del successivo ricorso al TAR.

 

Serve un avvocato per opporsi?

Non è obbligatorio, ma è altamente consigliato. Uno studio esperto in diritto militare può impostare una difesa tecnica ed efficace fin dall’inizio.

 

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