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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

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La truffa militare (art. 234 c.p.m.p.) : natura, struttura e disciplina giuridica

La truffa militare, disciplinata dall’art. 234 del codice penale militare di pace (c.p.m.p.), rappresenta una delle violazioni più gravi all’interno delle Forze Armate e di Polizia ad ordinamento militare. Essa richiama la struttura della truffa comune prevista dal codice penale, ma si distingue per la particolarità del contesto militare, dei soggetti coinvolti e dei beni giuridici tutelati. Capire la natura di questo reato, le sue aggravanti e le implicazioni pratiche è fondamentale per i militari.

Inoltre, la difesa per questi tipi di reati comporta una conoscenza delle norme di diritto militare sia per quanto riguarda il reo che, per quanto riguarda l’eventuale parte civile costituita.

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L'art. 199 c.p.m.p. e i limiti del reato militare

La sentenza n. 25353 del 2019, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un provvedimento di importante chiarificazione in merito all’applicabilità del reato di insubordinazione con ingiuria ex art. 189 c.p.m.p., con particolare riferimento al significato sistematico dell'art. 199 del Codice Penale Militare di Pace (c.p.m.p.).

La Corte affronta una questione cruciale nel diritto penale militare: l’individuazione dei limiti di rilevanza penale delle condotte tra militari quando esse avvengano al di fuori del servizio e in contesti non riconducibili direttamente alla disciplina o all’interesse dell’organizzazione militare. In questo quadro, l’art. 199 c.p.m.p. svolge un ruolo fondamentale quale clausola di esclusione della punibilità per fatti estranei al servizio e alla disciplina.

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Violata consegna. Alcune cose da sapere

Nel precedente articolo è stato affrontato il tema della forzata consegna, in questo affronteremo, invece, quello della violata consegna disciplinato dagli artt. 120 e seguenti del codice penale militare di pace nell'ambito del diritto militare. In questo articolo approfondiremo, infatti, la violata consegna nella sua accezione più comune contenuta nell’art. 120 c.p.m.p.. Grazie all'esperienza maturata dagli avvocati Carbutti e Maiella in tema di diritto militare si vedrà cosa prevede la norma, quando si commette la violata consegna e quindi quali sono le ultime sentenze in riferimento al reato di violata consegna.

Per prima cosa appare opportuno e necessario definire cosa si intenda per “consegna”. Essa è una prescrizione precisa e dovuta in riferimento alle attività che vengono assegnate al militare e pertanto costituisce il presupposto per la successiva, eventuale, configurazione ed imputazione dei reati che di seguito verranno analizzati.

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Ammonimento del questore: come richiederlo, requisiti e procedura

L’ammonimento del Questore rappresenta uno strumento di tutela preventiva contro comportamenti lesivi come lo stalking e la violenza domestica. Questa misura può essere richiesta dalla vittima alla Polizia o ai Carabinieri per essere trasmessa sollecitamente al Questore, prima di presentare una querela, evitando così l’avvio immediato di un procedimento penale. L’ammonimento è efficace nel dissuadere il molestatore, ma può avere conseguenze rilevanti in caso di recidiva. Tuttavia, non sempre può essere emesso legittimamente. Come presentare una richiesta di ammonimento al Questore? Quali sono le conseguenze di un ammonimento? In questo breve articolo approfondiremo, grazie agli avvocati Maiella e Carbutti, le generalità, le conseguenze dell’ammonimento e per quali reati è possibile chiederlo .

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Diffamazione aggravata - Sentenza di assoluzione

Gli avvocati Maiella e Carbutti, già noti per il successo in numerosi casi di diritto penale militare, portano avanti con passione e determinazione anche delicate questioni di diritto penale ordinario. Di recente, hanno ottenuto un'importante assoluzione per un militare, che in veste di Consigliere Comunale era stato accusato di diffamazione per una frase pronunciata durante una pausa consiliare. Questo caso complesso ha offerto l'occasione per approfondire aspetti fondamentali relativi alla configurabilità del reato di diffamazione e alle condizioni di procedibilità, evidenziando come l'intenzionalità e la volontà di diffusione siano determinanti.

Questo caso rappresenta un esempio concreto dell’interpretazione del reato di diffamazione in contesti istituzionali e mette in luce importanti spunti su come la giurisprudenza tratta la procedibilità nel reato di diffamazione. Sebbene non esista una vera e propria tabella risarcimento danni per diffamazione, il risarcimento richiesto dalla parte offesa consisteva in migliaia di euro, cifra significativa che riflette la percezione del danno reputazionale. Gli avvocati Maiella e Carbutti si confermano così un valido studio legale per chi cerca un avvocato che abbia già trattato casi di diffamazione con successo, offrendo assistenza qualificata e risolutiva in casi complessi e per la relativa denuncia per diffamazione.

Ciao! Contatta via WhatsApp gli avvocati Maiella e Carbutti oppure scrivi studiolegale.cm@hotmail.com

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