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Art. 615 - ter c.p. - Accesso Abusivo Sistema informatico - Assoluzione perchè il fatto non sussiste

In un mondo sempre più interconnesso, la sicurezza informatica e la protezione dei dati sono diventate questioni di primaria importanza, specialmente quando si tratta di sistemi informativi utilizzati dalle forze dell'ordine e da altri enti governativi. Il caso che qui verrà analizzato riguarda un militare dell’Arma dei Carabinieri imputato per il delitto previsto dall’art. 615-ter c.p. “accesso abusivo a un sistema informatico o telematico” che è stato assolto dall'accusa di accesso abusivo a un sistema informatico con formula piena anche grazie alla difesa degli Avvocati Maiella e Carbutti che emergono come figure di spicco, grazie alla loro profonda esperienza e specializzazione in diritto militare.

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Abuso d'autorità – artt. 195 e 196 c.p.m.p.: violenza, minaccia o ingiuria a un inferiore – cosa prevede la legge

In questo articolo approfondiamo il concetto di abuso di potere nel diritto militare, esaminando i reati di violenza, minaccia e ingiuria contro inferiori. Analizziamo le pene previste e l'elemento soggettivo coinvolto, esplorando anche l'uso di espressioni gergali o di caserma come fattori rilevanti. Affidati agli esperti avvocati Selene J. G. Maiella e Pasquale Carbutti per la consulenza in materia di Diritto Penale Militare.

In ambito militare e più specificatamente nel diritto militare si sente spesso parlare di abuso d'autorità da parte del superiore gerarchico, sia esso Comandante di squadra / plotone / Compagnia / Reparto / corpo. In realtà non tutti conoscono il vero significato dell’abuso d'autorità e a quale reato specifico si colleghi. Infatti, per la configurabilità dei reati connessi con l’abuso d'autorità bisogna approfondire ciascuna singola fattispecie e quindi comprendere se possano essere o meno inquadrabili quali autonomi reati, o se, invece, costituiscono ben altre forme delittuose contemplate in altre parti del codice penale militare di pace ovvero in quello ordinario.

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Diffamazione militare: Reato, disciplina e conseguenze nell'ambito militare

Benvenuti nell'approfondimento legale sul reato di diffamazione militare (CLICCA QUI se vuoi approfondire il reato di diffamazione ordinaria)a cura dello Studio Legale degli avvocati MAIELLA e CARBUTTI, tra i più importanti avvocati militari in Italia. In questo articolo, analizzeremo il contesto della diffamazione nell'ambito militare, esaminando l'articolo 227 del codice penale militare, le sentenze significative e le implicazioni legali. Con il sempre crescente utilizzo dei social network come veicolo di comunicazione e discussione, il fenomeno degli "haters" e dei commenti diffamatori può avere anche implicazioni in ambito militare. Scopriremo cosa costituisce la diffamazione militare, chi può essere considerato colpevole, le possibili sanzioni e le vie legali per una possibile assoluzione. Continua a leggere per ottenere una chiara comprensione delle norme e delle conseguenze legate alla diffamazione militare.

Va poi ricordato che la diffamazione a mezzo facebook o comunque attraverso i canali social, con i commenti visibili ad un numero indeterminato di persone, può integrare la fattispecie di diffamazione aggravata, anche in ambito militare.

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Lo stato di UBRIACHEZZA: La sottile linea di confine tra l'illecito disciplinare e il reato militare

Gli esperti in diritto militare, gli avvocati Maiella e Carbutti, hanno trattato diverse ed ampie tematiche in riferimento al diritto militare sia amministrativo che penale. Tra i temi più dibattuti, spicca certamente la questione del consumo di alcool tra i militari. Non tutti sono a conoscenza che in alcuni casi il consumo di alcol non solo costituisce un illecito disciplinare, ma può anche assumere le connotazioni di reato militare. Queste particolari fattispecie trovano riferimento nell'articolo 732 del DPR 90/2010 per gli aspetti disciplinari, e nell'articolo 139 del Codice penale militare di pace per quelli penali. È importante sottolineare che non ci si riferisce alla guida sotto l'influenza dell'alcol, ma piuttosto all'assunzione di bevande alcoliche da parte dei militari in generale.

Ma quando l’uso di bevande alcoliche non configura alcun illecito? E quando, invece configura un illecito disciplinare o configurarsi un vero e proprio reato militare?

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Lo stato di necessità nel Diritto Penale Militare

Quando un militare è indagato per reati nel contesto del diritto penale militare, spesso emerge la necessità di esplorare dettagliatamente le cause di giustificazione come lo stato di necessità e quando possa essere invocato a scriminante. In questo ambito, gli avvocati militari esperti in diritto penale militare Maiella e Carbutti hanno frequentemente affrontato questi argomenti nella difesa dei propri assistiti. Questo articolo si propone di analizzare come tali scriminanti, in particolare lo stato di necessità, svolgano un ruolo cruciale nella difesa nell’ambito del diritto penale militare.

Nel Diritto Penale le possibili scriminanti (o cause di giustificazione) sono diverse: la difesa legittima (art. 52 c.p.); il consenso dell'avente diritto (art. 50 c.p.); l'esercizio del diritto o l'adempimento del dovere (art. 51 c. p.); l'uso legittimo delle armi (art. 53 c.p. ) e lo stato di necessità (art. 54 c.p.).

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