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MILANO - ROMA - VERONA

Lo stato di necessità nel Diritto Penale Militare

Lo stato di necessità nel Diritto Penale Militare

Quando un militare è indagato per reati nel contesto del diritto penale militare, spesso emerge la necessità di esplorare dettagliatamente le cause di giustificazione come lo stato di necessità e quando possa essere invocato a scriminante. In questo ambito, gli avvocati militari esperti in diritto penale militare Maiella e Carbutti hanno frequentemente affrontato questi argomenti nella difesa dei propri assistiti. Questo articolo si propone di analizzare come tali scriminanti, in particolare lo stato di necessità, svolgano un ruolo cruciale nella difesa nell’ambito del diritto penale militare.

Nel Diritto Penale le possibili scriminanti (o cause di giustificazione) sono diverse: la difesa legittima (art. 52 c.p.); il consenso dell'avente diritto (art. 50 c.p.); l'esercizio del diritto o l'adempimento del dovere (art. 51 c. p.); l'uso legittimo delle armi (art. 53 c.p. ) e lo stato di necessità (art. 54 c.p.).

Come solitamente accade, anche nel Codice penale militare abbiamo una corrispondenza di norme che richiamano in parte le disposizioni del Codice penale “ordinario”. Tuttavia, dobbiamo necessariamente fare dei distinguo. In un altro articolo abbiamo già accennato alle cause di giustificazione nel Codice penale militare, ma non ci siamo soffermati particolarmente su alcune di esse. In particolare, una di queste deve necessariamente meritare la nostra attenzione perché similare alla previsione codicistica ordinaria con alcune peculiarità proprie della specificità militare.

 

Lo stato di necessità nel Codice penale ordinario

Per poter discutere dello stato di necessità in ambito militare appare opportuno riferirsi al più generale concetto di “stato di necessità” disciplinato dal codice penale “ordinario” all’art. 54 dato che può essere applicabile anche ai reati militari.

Ed infatti, l’art 54 c.p. dispone che “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo”.

A ben vedere l’articolo in questione non necessita di particolari adattamenti al mondo militare ben potendo essere applicabile anche ad esso. Semmai deve essere considerata una sorta di restrizione nell’applicabilità ai contesti militari. Difatti, il secondo comma ne stabilisce proprio l’esclusione a coloro che hanno un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo. E qui rileva proprio il contesto militare soprattutto in operazioni e missioni internazionali.

In linea generale lo stato di necessità è una situazione di grave pericolo alla stessa persona tale da non lasciare al reo altra alternativa che violare la legge. L’esimente dello stato di necessità è insita proprio nella nel danno grave alla persona che non può essere scongiurato se non attraverso la violazione della norma penale.

Da tale configurazione deve quindi distinguersi la situazione di un pericolo eventuale, futuro, meramente probabile o temuto.

 

Lo stato di necessità nel codice penale militare

Come già detto, non c’è molta differenza tra l’applicazione della scriminante nel codice ordinario rispetto a quello militare, pur tuttavia, all’interno di quest’ultimo è presente l’art. 44 che in realtà disciplinare i “casi particolari di necessità militare”. La norma afferma che “Non è punibile il militare, che ha commesso un fatto costituente reato, per esservi stato costretto della necessità di impedire l'ammutinamento, la rivolta, il saccheggio, la devastazione, o comunque fatti tali da compromettere la sicurezza del posto, della nave o dell'aeromobile”.

In questo caso occorre fare delle considerazioni. Innanzitutto, al pari della legge penale ordinaria, vi deve essere l’attualità e la doverosa esposizione al pericolo.

Non può quindi invocarsi uno stato di necessità riconducibile, ad esempio, ad una esigenza di soddisfare i propri bisogni fisiologici durante un servizio regolato da consegna, oppure l’aver rubato una carta carburante dell’amministrazione perché, al momento, il militare versava in condizioni di difficoltà economiche.

 

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