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DIRITTO MILITARE - DIRITTO PENALE MILITARE - CONCORSI PUBBLICI - DIRITTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

MILANO - ROMA - VERONA

Documentazione caratteristica: L'amministrazione non può effettuare una nuova valutazione degli stessi elementi posti a base del giudizio annullato

NUOVO RICORSO ACCOLTO

In questo brevissimo approfondimento tratteremo di una nuova vittoria ottenuta dagli avvocati Maiella e Carbutti in merito ad un ricorso avverso la documentazione caratteristica. La documentazione caratteristica del personale militare dell’Esercito, dei  Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Marina e dell’Aeronautica, rappresenta certamente uno degli Istituti del Diritto Militare più controverso in quanto è estrinsecazione dell’esercizio del potere di valutazione del militare nell’ambito del rapporto di lavoro da parte dei superiori gerarchici. Tale giudizio, in ambito amministrativo è contraddistinto dalla cosiddetta “discrezionalità tecnica” che non implica una valutazione o una ponderazione di interessi.

La discrezionalità tecnica ricorre, infatti, quando l’esame di fatti o di situazioni rilevanti per l’esercizio del potere pubblico necessiti del ricorso a cognizioni tecniche o scientifiche di carattere specialistico. 

Importantissima Sentenza: Accolto un RICORSO per un TRASFERIMENTO D'AUTORITA'

Storica sentenza del TAR Toscana sede di Firenze che accoglie un ricorso avverso un trasferimento d’autorità. È questo il caso che hanno seguito gli avvocati Maiella e Carbutti esperti in diritto militare che hanno impugnato un trasferimento d’autorità ai danni di un Graduato dell’Esercito. Questa è una sentenza molto importante perché riguarda l’accoglimento di un ricorso in tema di trasferimenti d’autorità, storicamente difficili da contestare in sede giurisdizionale.

In questo breve approfondimento verrà descritto brevemente il caso, verrà fatto un inquadramento della normativa e della giurisprudenza in tema di trasferimenti d’autorità e si effettueranno delle considerazioni sull’opportunità di tali trasferimenti che vengono dichiarati illegittimi addirittura dalla giurisprudenza amministrativa, storicamente non avvezza ad accogliere tali ricorsi.

Sanzioni disciplinari e conseguenze

Le sanzioni disciplinari del personale militare e quindi del personale appartenente all’Esercito, alla Marina Militare, all’Aeronautica Militare, alla Guardia Costiera, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza, sono un istituto molto complesso e dagli effetti molto importanti su tantissimi aspetti della carriera del militare. Molto spesso il personale militare sottovaluta i riflessi negativi di tali sanzioni e non pone la giusta attenzione ad eventuali motivi di illegittimità delle stesse. Infatti, è molto frequente che il militare, per la non perfetta conoscenza delle normative, per consigli sbagliati di colleghi o amici, per motivi economici o ancora per mera opportunità, decida di non contestare una sanzione disciplinare di corpo o di stato.

Ma quali sono gli effetti negativi delle sanzioni disciplinari? Quali le conseguenze? Come evitare che tali provvedimenti possano arrecare danni, anche economici, al personale militare? In caso di ricorso posso essere rimborsato delle spese legali sostenute?

Art. 17 della Legge 266 del 1999 - Trasferimento del coniuge

Esiste una legge che imponga il trasferimento del militare nella sede dell’altro coniuge al fine di attuare il ricongiungimento familiare? In caso di trasferimento d’autorità di uno dei due coniugi è possibile chiedere il trasferimento dell’altro, se questi è un impiegato della pubblica amministrazione? Proviamo a dare qualche risposta: in questi giorni lo Studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in diritto amministrativo e militare, ha trattato il caso del ricongiungimento familiare tra due Ufficiali delle Forze Armate. La norma invocata dagli interessati, nella considerazione che uno dei due era stato da poco trasferito d’autorità è quella contemplata dall'art. 17 “disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze Armate e delle Forze di polizia” della L. 266 del 1999 rubricata "Disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia".

Vittime del Dovere: Normativa, Benefici, Calcolo Invalidità, Equiparazione Vittime del Terrorismo

Nel corso degli anni il legislatore è intervenuto più volte nella definizione e nella disciplina delle cosiddette “vittime del dovere”. Tale istituto è frutto di una normativa molto complessa che è stato via via interessato da diverse pronunce giurisprudenziali che si sono susseguite nel tempo. Alcune riguardano l'interpretazione della normativa, altre la modalità di calcolo ed altre ancora l'equiparazione con lo status di vittima del terrorismo. Innanzitutto, partiamo con l’affermare che la categoria delle vittime del dovere comprende tutti quei soggetti che siano rimasti permanentemente invalidi o deceduti a causa di eventi connessi allo svolgimento di specifiche attività connesse con il servizio. Tale disciplina è volta a dare pieno riconoscimento e sostegno soprattutto ai dipendenti delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) e delle Forze di Polizia (Guardia di Finanza e Polizia di Stato) che, nel corso di attività di servizio, siano state vittima, appunto, di eventi che abbiano arrecato un pregiudizio alla salute ed alla integrità psicofisica. Ovviamente bisogna approfondire nel dettaglio l’istituto, in quanto, da tale definizione potrebbe derivare una similitudine non corretta con la causa di servizio. In realtà, causa di servizio e vittime del dovere sono due istituti diversi e paralleli.

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